"Ancora cinque minuti!" pensò guardando attraverso le maglie della serranda, c'era tutto il tempo di poter sonnecchiare ancora un po'. Era solito mettere la sveglia in anticipo per poter star lì sul letto a poltrire con gli occhi chiusi e le braccia avvolte sul cuscino azzurro fino ad essere già in ritardo, poi si sarebbe alzato, sarebbe andato in cucina per preparare la moka, metterla sul fuoco e strategicamente posizionare la tazzina bianca guadagnando tempo prezioso mentre nel frattempo, in bagno, si sarebbe lavato, pettinato e come al solito avrebbe bruciato il caffé, sarebbe corso in cucina per controllare il danno chiedendosi se ci fosse stato ancora tempo di preparare un'altra moka. Alla fine lo avremmo visto uscire dal portone di fretta e furia con un bicchiere di carta pieno di caffè bruciato. Stavolta, però, la sveglia non c'entrava nulla, stavolta s'era svegliato da solo. C'era qualcosa di stranamente familiare nell'aria, sentiva come la sensazione che qualcosa era repentinamente cambiato sotto i suoi stessi occhi. Si tirò su e seduto sulla sponda destra del letto diede una rapida occhiata alle sue vecchie scarpe logore, non erano di certo diverse dalla sera precedente in cui se le era tolte, eppure, proprio non sapeva più che farsene. Si alzò completamente dirigendosi verso l'unico orologio funzionante ad eccezione della sua odiosa sveglia dal suono stridente, quello della cucina. A metà del corridoio però si arrestò di colpo, chiuse lentamente le palpebre tirando un forte sospiro come quelli che si vedono fare dai praticanti di joga, cosa che avrebbe sempre voluto fare ma che, forse per accidia, non aveva nè avrebbe mai fatto.
Non c'era ormai più alcun dubbio, vedeva dentro di se spiegarsi quella sensazione sempre più familiare ma dal retrogusto arcaico. C'erano le chiavi della sua utilitaria proprio lì vicino al telefono, le prese in mano e notò per la prima volta che c'erano dei graffi sulla parte in plastica nera, disegnavano una G:"Trovato!" esclamò e scoppiò in una risata liberatoria che aveva il colore di un qualcosa di perduto. Lasciò cadere le chiavi a terra e si diresse in cucina. In tutta calma preparò la moka, la mise sul fuoco, andò per prendere la sua solita tazzina bianca ma quando la mano arrivò ad un centimetro da quest'ultima vide che ce n'era una con Pluto ripetutamente disegnato in buffe situazaioni, non si ricordava neanche di averla mai avuta ma prese proprio quella. Aveva deciso che quella mattina si sarebbe fatto il miglior caffè della sua vita, perciò mise preventivamente due cucchiaini di zucchero dentro la tazzina così che, facendolo scioglierele con le prime gocce di caffè che sarebbero fuoriuscite dalla moka, avrebbe potuto farsi addirittura la schiuma. Quando prese il cucchiaino tra il mucchio di pentole messe ad asciugare vicino al lavandino, si fermò per qualche secondo ad osservare come la luce, che iniziava ormai ad attraversare le tende ricamate dalla nonna quando lui era bambino e che erano arrivate sino a lui chissà per quale motivo di eredità generazionale, faceva degli strani giochi riflettendosi sulle altre posate appoggiate sullo scolapiatti. Incominciò quasi inconsciamente a percuotere una per volta le diverse pentole col cucchiaino notando i diversi suoni che esse emettevano e dopo pochi istanti si ritrovò con una forchetta nell'altra mano a suonare una batteria di acciaio inox con in mente un pezzo degli AC\DC che conservava tra gli altri CD impolverati dal disuso. Per quasi dieci minuti aveva fatto un tale chiasso di cui anche il più paziente ed accondiscendente dei vicini si sarebbe di certo lamentato, ed avrebbe continuato chissà per quanto tempo ancora se il solito odore di bruciato non lo avesse interrotto. Spense rapidamente il fornello e posò la forchetta, poi versò, mescolò e bevve il caffè contraendosi in una espressione un pò schifata. Tornò poi in camera pattinando con i calzini di spugna sul pavè, guardò con aria di sfida la sveglia togliendole le batterie, si accasciò sul letto abbracciando il suo cuscino azzurro e si riaddormentò con un piccolo sorriso disegnato sul volto.
Ormai era libero, aveva iniziato a sognare e non sarebbe più bastato un caffè, bruciato che sia, a tenerlo sveglio.
Always Look on the Bright Side of Life
Some things in life are bad,
They can really make you mad,
Other things just make you swear and curse,
When you're chewing life's gristle,
Don't grumble,
Give a whistle
And this'll help things turn out for the best.
And...
Always look on the bright side of life. Always look on the light side of life.
If life seems jolly rotten,
There's something you've forgotten,
And that's to laugh and smile and dance and sing.
When you're feeling in the dumps,
Don't be silly chumps.
Just purse your lips and whistle.
That's the thing.
And...
Always look on the bright side of life. Always look on the right side of life,
For life is quite absurd
And death's the final word.
You must always face the curtain with a bow.
Forget about your sin.
Give the audience a grin.
Enjoy it. It's your last chance, anyhow.
So,...
Always look on the bright side of death, Just before you draw your terminal breath.
Life's a piece of shit,
When you look at it.
Life's a laugh and death's a joke it's true.
You'll see it's all a show.
Keep 'em laughing as you go.
Just remember that the last laugh is on you.
And...
Always look on the bright side of life.
Always look on the right side of life.
Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life! Always look on the bright side of life!
words and music by Eric Idle
da "Life of Brian" e "The Meaning of Life" (Monty Python)
Ho trovato questi filmati su YouTube.com, sono animazioni 3D musicali, da qui il nome ANIMUSIC. A mio avviso sono molto divertenti e fatti davvero bene. Ne ho scelti tre da postare qui, ma andate a vedere anche gli altri perchè sono molti, vi divertirete ...