lunedì, 25 giugno 2007 ¦ Permalink
categoria : ela



Le conseguenze dell'amore.
Sono emozionata. I miei giorni mi hanno emozionato. Vorrei saper scrivere quanto questo sia importante, vorrei saper raccontare la me di oggi, ora, la me di questo istante e di questi giorni. Ma sono emozionata e non riesco.
E sono dieci minuti che guardo questo foglio, ho scritto un libro di pensieri nella mia mente. Vorrei saper scrivere anche di questo. Ma non riesco. Il fatto è che sono emozionata.
Ho bisogno di farlo comunque vada a finire, vorrei ascoltare della buona musica e tatuarne ad occhi aperti la gentilezza. E continuo a scrivere perchè tu che leggi possa capire me e me, anche se non so se riuscirò ad essere chiara. Non riesco. Ma ti sto scrivendo lo stesso, leggimi come fossi io il lettore e tu la pagina che stai leggendo, lasciami coinvolgerti. Per qualsiasi motivo tu lo stia facendo o lo abbia fatto, fosse anche per gioco o derisione, rimarrai il mio lettore preferito.
Il fatto è che io in realtà voglio parlarti, voglio far parte di te, vorrei accarezzare il tuo pensiero per sentirlo respirare, e se per te, mio lettore, questo che stai vivendo è un brutto momento, ricorda che il tuo pensiero respira come ogni giorno, e lascia una scia che non può renderti cieco. Se fossi cieco, non sapresti leggere neanche ciò che ti sto scrivendo. Ma non lo sei.
Continua a leggermi. Scorri queste parole emozionate, recitale nella tua mente come una preghiera, e se per caso tu fossi ateo o agnostico, leggimi ugualmente, prendilo solo come un pensiero. Sono sicuro che ti colpirò. Che quando avrai terminato, mi ripiegherai dolcemente in un piccolo spazio della tua memoria, penserai al mio pensiero. Forse sarai emozionato anche tu. E allora io ce l'avrò fatta, sarò riuscito a raccontarti qualcosa, e il pensare di non esserne in grado in realtà mi avrà fatto essere in grado, e magari sorriderai come me. Magari avrai sorriso perchè questo è davvero ridicolo, ma avrai riso e sarò felice lo stesso.

Non preoccuparti, il mio scriverti e scrivermi e scriversi sta quasi terminando. Sono proprio poche righe quelle che restano. Come ti senti? No, non rispondere, non pensarci neanche, cancellalo dalla tua mente. Pensa a un fiore, o al calore.
Voglio dirti grazie...Grazie perchè mi hai tenuto compagnia in questo istante, grazie di non essere cieco e di avermi letto, grazie, perchè so che non mi straccerai. Ti ho colpito. Non so come e neanche perchè, ma ricorderai di queste parole che volevano parlarti e dirti di un'emozione. Perchè esse sono emozionate. Ricorda un pensiero che ti ha scritto per essere ricordato, per accarezzare il respiro del tuo pensiero. Che voleva distrarti, farti sorridere, o piangere, qualunque cosa tu senta ora, non importa. Sarai stato il mio lettore preferito. Sarai emozionato anche tu. Sarò felice.
Si, posami, piegami in due parti, non leggermi mai piu'. Emozionati senza di me, ascoltati, leggiti. Dimenticami, perchè sai che mi ricorderai. Sorridi.
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giovedì, 14 giugno 2007 ¦ Permalink
categoria : ela


HINT

9.20. E' passata un'ora. Solo una maledetta semplicissima inutile ora. Dopo tre mesi, torno alla mia pagina bianca, in questo momento di questo giorno.
Mi mantengo tranquilla. O perlomeno, penso di mantenermi tranquilla. Si si, lo sto proprio pensando.
Alzo gli occhi verso il mio papà. Nonostante l'apparenza, i suoi pensieri girano in tondo in questa verde attesa che sa di minestra e morfina, le definizioni del suo quiz sono fragili parole a cui tenta di dare un'ordine, annerendo caselle come pause e cancellando l'ormai superfluo risolto.
E' strano quanto siano intensi i giorni. Quando gli occhi si aprono senza sonno, quando il corpo stanco si elettrizza, le voci si fanno dolci, i movimenti sanno di miele e camomilla.
Si da il meglio di se stessi.
E l'attesa diventa un riepilogo, uno strano momento di riflessione, in cui tutto scivola denso e sinuoso in una rete di pece. E vorresti che fosse proprio questa ad intrappolarti, a fermarti, incatenando il tuo cuore che rimbalza ronzando nella stanza, tenendo fermo il tuo ginocchio che ticchetta il suolo contratto. Sei solo piu' agitato, piu' fremente.
No, tutto questo non può essere perso, nè dimenticato.
Attesa. Cosa significa attendere? A nessuno piace attendere.
Viviamo l'attesa in modo confuso. Il tempo diventa un'assurda dimensione in cui annegare e riemergere, da abbracciare e ripudiare, colpire, da rendere eterna ed effimera.
Un'ora diventa un istante, un'ora diventa una vita. Eppure un'ora è sempre un'ora. Nient'altro.
E gli occhi piangono. Troppo spesso dimentichiamo.
L'ho voluta baciare prima che si addormentasse, nonostante sia convinta che io sia troppo sensibile ed emotiva. Ed ora le stringo la mano come se le fossi realmente accanto. E attendo.
Una triste attesa? Una felice attesa? No, la mia è solo un'attesa.
L'attesa ci distrugge, ci illumina, ci fa vibrare. L'attesa tira fuori qualcosa di noi che dovremmo davvero sapere e che faremmo bene ad ascoltare.
Penso, mi innervosisco, sorrido. Se non sapessi di attendere, non attenderei.
Semplicemente penserei, mi innervosirei, sorriderei.
Ma questa nota che suona lontana parla di un tempo bizzarro, sopravvalutato, schifato, snobbato, apprezzato, eterno.
Tempo. La prigione di ogni essere umano. Una schiavitu'. L'ansia di non poterlo controllare, di sciuparlo, di non saperne godere, di non approfittarne, di vederlo correre e intrappolarci, di perderlo.
Come ingannarsi? Come fingere che questa ora ne siano state due e che le due che verranno saranno solo fragili secondi sfumati e scomposti da ricordare solo come Tempo? Non come attesa, non come una riflessione, non come nervosismo, non come sorriso. Solo Tempo. Cosa si penserebbe sapendo di aver vissuto solo Tempo e nient'altro?
No, tutto questo è sbagliato.
Non è un tempo qualsiasi. E' un presente. E questo presente, ora, mi emoziona. Come fosse una bella sorpresa, un mondo nascosto, un silenzio corale.
Attendere ci annienta. E' tempo perso. Mentre si attende si possono fare mille cose e allora quel tempo non è attesa, è aver fatto qualcos'altro.
A volte attendere è necessario. A volte non riesci a fare nient'altro. In fondo, sapevo che in queste ore avrei dovuto attendere. Si, ho atteso di attendere. E questo è folle.
E' solo che vorrei piangere, ma non voglio. Sorriderei, ma forse non sorriderei. La realtà è che attendo e che mi rassegno a questo. Sto pensando, ma non voglio scriverlo. E' un momento importante, immobile, ricco, intenso, speciale.Unico.
Si, quest'attesa è importante, è immobile, ricca, intensa, speciale. Unica.
Saprò cosa fare. Saprò di aver un'Ora nel non-senso piu' sensato che esista.
Si, l'ho resuscitato con la mia folle e spassionata arte di essere io stessa in quell'attesa, immersa come fossi nuda in quella freschezza che mi assale quando sono esattamente Io, meravigliosamente Io, io che piango, penso, mi innervosisco, sorrido. Attendo.
Il telefono squilla.
L'attesa è divenuta Tempo. Un Tempo che è mio, che è la pagina stessa in cui mi racconto.
Un Tempo in cui ho pianto, sono stata nervosa, ho pensato, ho sorriso.
Un Tempo che non dimentico.
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lunedì, 11 giugno 2007 ¦ Permalink
categoria : ela


Ciao a tutti!!!
Finalmente siamo riusciti nell'ardua impresa di riaprire il nostro blog...non è fantastico?!
E avrete sicuramente già notato il nostro difficile primo post in flash...roba da professionisti eh? veri intellettuali...da morire dalle risate!
Torniamo quindi a dilagare nella rete in tutto il nostro splendore, pieni di creatività e entusiasmo...
E ne approfitto subito per ringraziare Ale di avermi incluso a pieno titolo in questa grandissima figata!
Un saluto a tutti e...
let's start!!!



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venerdì, 08 giugno 2007 ¦ Permalink
categoria : ela , lizardo & ela, lizardo


Un caloroso benvenuto a tutti!
Dopo mesi di stagnante e logorante pausa eccoci di nuovo a spalancare le porte del web.
Alla fin fine, due molestatori in più sulla rete non possono di certo far male.
(o forse sì...)
Rimane comunque il fatto che ormai siamo qui con una veste tutta nuova e con tante petulanti storie da raccontare e pensieri confusi da far passare per alta filosofia.
C'è da dire che io LIZARDO il grande sono particolarmente di buon umore e probabilmente riempirò il blog di str***ate, come facevo anche prima ma sono più demenziale del solito (vedi sopra), perciò...
CAZZI VOSTRI!!!
...saluti.
E speriamo "a presto".


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